Sembra che su questi dodici punti «prioritari e non negoziabili» i partiti dell’Unione si sono impegnati, ieri sera, ad appoggiare (nuovamente) il Governo Prodi. Si tratta, ovviamente, di punti già sottoscritti dagli “alleati”, prima delle elezioni: nulla di nuovo, in sostanza.
Ci sono, a mio avviso, punti abbastanza concreti (1, 3, 4, 9, 10) che non dovrebbero dare adito ad equivoci o, comunque, ad interpretazioni troppo discordanti. In sostanza, però, nulla che non fosse – lo ripeto – già previsto nel programma di governo.
Mi ha meravigliato, invece, la necessità di ribadire un concetto palesemente scontato come quello contenuto nel dodicesimo punto:
12. «In coerenza con tale principio, per assicurare piena efficacia all’azione di governo, al presidente del Consiglio è riconosciuta l’autorità di esprimere in maniera unitaria la posizione del governo stesso in caso di contrasto».
Credo che sia ovvio e mi sorprenderei non poco se, in Consiglio dei Ministri, non fosse stato così dall’inizio. Mancano, come giustamente faceva notare Luca De Biase qui, riferimenti alla modifica della legge elettorale, alla risoluzione del conflitto d’interessi e ad una (seria) riforma del sistema delle telecomunicazioni. Oltre, chiaramente, ad un preciso riferimento alla riforma dei “Dico” (sono curioso di leggere/sentire qualche dichiarazione di Pannella a tal proposito).
Resta, ad ogni modo, il dubbio sull’effettiva riuscita di questa azione di ricompattamento: come potrà, la sinistra radicale, accettare questi punti? riuscirà, la sinistra radicale, a non creare più problemi al Governo?
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