Archivio per Giugno 2007

comunicazione di servizio

serranda

Qui, per un paio di giorni almeno, s’abbasa la serranda. Pensatemi, insieme alla famigliola, in quel di Arezzo, a festeggiare un matrimonio.
Se non rispondo subito a qualche commento, quindi, adesso sapete il perchè.
A presto.

[tags]Matrimoni, assenze, weekend[/tags]

… rendere possibile l’impossibile. Come?

Ritorno, stamani, su un aspetto della “questione Veltroni” che ieri qui avevo appena accennato. Lo spunto per questa riflessione (espressa, in parte, già nella risposta ad un commento lasciato da Gianluigi) me l’ha fornito l’articolo di Andrea Romano “Con Veltroni nessuno si senta escluso“, apparso ieri su la Stampa. Scrive Romano che «coloro che chiedevano risposte precise in materia di TAV e sicurezza sono stati soddisfatti[...]» e poi, in un impeto di positività e di fiducia assoluta, continua dicendo che «se la leadership si misura sulla capacità di rendere possibile l’impossibile, da oggi Veltroni è davvero il leader del centrosinistra italiano. Di quello reale e non immaginario: un campo nel quale riformisti e massimalisti convivono a contatto di gomito, ogni giorno mandandosi al diavolo e ogni giorno rinnovando i sacri voti di un’alleanza che non ha alternative. Per ognuno Walter ha avuto un segno di attenzione, un impegno, una parola».
Checché ne dica Romano penso, invece, che il punto debole di Walter sia proprio questo (a precindere da quanto innovativo si giudichi, nel merito, il discorso fatto al Lingotto). Veramente non riesco a convincermi, assolutamente, come possa Veltroni riuscire ad essere immune da tutti quei veti (o, se volete, chiamateli pure ricatti ) che hanno sfiancato, dal ‘96 in poi, Prodi, D’Alema, Amato e poi di nuovo Prodi. Con quale alchimia Veltoni riuscirà a non subire l’effetto dei massimalisti? come riuscirà a realizzare tutte le belle cose che ha detto di voler fare? La domanda non è retorica e la pone, certamente meglio di me, Luca Ricolfi in questo suo articolo quando dice: «Come mai tutte le belle cose che dite di voler fare, una volta arrivati al governo non riuscite mai a farle? Tradotto più crudamente: perché la ciambella che non sta riuscendo a Prodi dovrebbe riuscire a Veltroni?».
Se da un lato è vero che (sfrondando il discorso dalle vaghezze e dai proclami buonisti) il buon Walter ha cercato di tendere una mano ai ceti medi e produttivi – che giudicano le proposte in base all’utilità a prescindere dal fatto che vengano dalla destra o dalla sinistra – è anche vero che quella mano tesa può essere indebolita, politicamente, dai soliti non possumus dei sidacati e della sinistra comunista.
Sono convinto che non basta – proprio per evitare gli errori del passato – affidarsi alle presunte doti taumaturgiche di Veltroni: siamo realistici e pensiamo seriamente, inanzitutto, a cambiare le regole del gioco. Lo ha detto, chiarmente, anche il Presidente Napolitano parlando, l’altro giorno, delle riforme “urgenti” alla legge elettorale: «sono modifiche necessarie – ha, pacatamente, spiegato- se vogliamo veramente realizzare un sistema politico semplificato e un confronto fra coalizioni che competano per la guida del Paese e che siano anche più omogenee e unitarie».
Staremo a vedere…

[tags]Walter Veltoni, critiche, Andrea Romano, Luca Ricolfi, Napoliano, legge elettorale, Partito Democratico[/tags]

non basta sostituire qualche attore…

veltroni.jpgLeggo, con un po’ di disincantato interesse, gli articoli presi stamani da alcuni giornali e che riguardano (manco a dirlo) il discorso Urbi et Orbi pronunciato ieri da Walter in quel di Torino. Trovo opinioni distanti, completamente diverse; profonde alcune, insensate altre. Per evitare giudizi sommari e poco aderenti ai fatti ho preferito stamparmi il discorso e – con una certa fatica – ho iniziato a leggerlo.
Mi soffermo a riflettere; e anche se per un attimo ho avuto la sensazione di credere a quelle promesse c’è qualche cosa in me che s’ostina a non crederci fino in fondo. Una vocina piccola e maliziosa mi ricorda che c’è tanto show nella politica e molta della vita reale, in quello show, nemmeno si vede. Il solco scavato tra elettori ed eletti è sempre più profondo, è un abisso oramai e non è certo un discorso (anche se lungo e ben articolato) che può riuscire a colmarlo. Un solo giorno non basta né, tanto meno, una persona, da sola, può essere in grado di ripianare quel solco, oramai, invalicabile. É il sistema tutto che deve cambiare: la trama di una commedia non si cambia, semplicemente, cambiando gli attori.

[tags]Walter Veltroni, Politica, Torino, coerenza[/tags]

l’incompatibilità di Capezzone con Radio Radicale…

logo.pngQuesta mattina, come ogni mattina, ho ascoltato l’interessantissima e completa “Stampa e Regime” di Radio Radicale magistralmente condotta dal direttore Massimo Bordin.
Nel commentare l’intervista rilasciata da Daniele Capezzone a Tommaso Montesano su “Libero”, Bordin ha chiarito i motivi per cui è stata cancellata la “chiacchierata” di Capezzone post rassegna stampa (e ha, in un certo senso, fatto intendere che molto probabilmente gli sarà anche negata la conduzione della rassegna stampa domenicale): «Radio Radicale – ha detto Bordin – ha una sua linea editoriale che porta avanti» e che, ha aggiunto poi, «non ha come priorità il “Network” di Capezzone». Eppure, da quello che mi risulta, Daniele continua ad essere iscritto al Partito Radicale e il suo “Network” ha, sull’economia ad esempio, obiettivi comuni, se non sovrapponibili, con quelli del partito di Pannella.
A questo punto sarebbe il caso – per meglio giustificare l’epurazione di Capezzone – che si ribattezzasse l’emittente da “Radio Radicale” a “Radio Pannella”. Così facendo Bordin riuscirebbe a stabilire una trasparente e coerente linea editoriale su cui nessuno avrebbe, in futuro, nulla da ridire.

[tags]Radicali, Network, Capezzone, Bordin, Stampa e Regime, epurazione[/tags]

Goodbye Mr Blair…

tony.jpg«Saluto tutti, amici e nemici, è finita». Così, il premier britannico Tony Blair, al termine del suo ultimo question time, ha concluso la sua avventura da Prime Minister davanti alla Camera dei Comuni che, unita, l’ha salutato con una “standing ovation”.
Nell’ultimo giorno in Parlamento, Blair ha incassato, anche, parole di lode da parte del leader conservatore David Cameron che ha sottolineato «gli importanti obiettivi» raggiunti dal premier laburista nei suoi dieci anni al governo, in particolare sia per quanto riguarda il processo di pace in Irlanda del Nord che per il sostegno ai paesi in via di sviluppo.
Ma Blair non si ritira: sarà, il suo, un impegno da “diplomatico globale” per il Quartetto (Stati Uniti, Russia, Unione europea e Onu) e per il Medio Oriente.
Buon lavoro Mr. Blair.

[tags]Tony Blair, Comuni, Inghilterra, Politica[/tags]

Il Veltroni-day…

veltroni3.jpgE così il giorno di Walter è arrivato. Dopo una settimana di ponderazione e di forte esposizione mediatica il futuro leader del Partito Democratico oggi, dalla Sala Gialla del Lingotto di Torino, riceverà l’investitura ufficiale, tirerà fuori quel discorso che sta diffondendo e affinando da giorni e lo leggerà, finalmente, Urbi et Orbi. «Niente sogni, servono risposte» ha detto ieri intervistato da uno dei tanti giornalisti che, da giorni, lo seguono nel suo peregrinar iniziatico. Una frase che lascia ben sperare. Si, perché, da più parti si spera che oggi, il discorso di Walter contenga un’idea per il futuro del Paese, un progetto e non la solita evocazione ammaliante e onirica. Sarebbe bello, veramente, poter sentire un Veltroni pratico e concreto che, se non nel dettaglio, ma almeno per grandi linee delinei una visione che fornisca, finalmente, qualche risposta ai problemi che vorrà evocare.
Se, come si spera, si vuole una candidatura che non sia solo un’operazione di cosmesi, e se, soprattutto, si vuole che il Partito democratico non si riveli l’avatar dell’Ulivo (ereditandone, inevitabilmente, tutti i problemi), Veltroni dovrebbe, già da oggi, chiarire la sua autonomia politica e rompere con la sinistra massimalista e comunista e dichiarare, sin da subito, che il Partito democratico si presenta ai cittadini come forza capace di assumere autonomamente (sostenendo, a tal fine, una legge elettorale uninominale) la responsabilità del governo. Sarebbe questa la vera riforma della sinistra e la via maestra per la riforma del paese.
Questo è quello che ci piacerebbe sentire oggi dal Lingotto di Torino ma, scettici come siamo, dubitiamo che sarà così. Speriamo di sbagliare.

[tags]Veltroni, Torino, Partito Democratico, Lingotto[/tags]

An, gli sprechi e gli autorevoli commentatori…

ratzinger.jpgL’altro giorno, davanti al Teatro romano di Trieste, un manipolo di militanti di Azione giovani hanno inscenato una manifestazione contro il parlamentare di Rifondazione comunista Vladimir Luxuria impegnato in una rappresentazione teatrale (l’«Elena» di Euripide) reo, a quanto pare, di percepire un compenso anche per la sua prestazione artistica: «Con questa manifestazione simbolica intendiamo sollecitare un chiarimento, da parte della Provincia, sull’eventuale compenso percepito dall’onorevole Luxuria per la rappresentazione teatrale di questa sera – ha spiegato Arturo Governa dell’esecutivo nazionale di Azione giovani -. Luxuria è già pagato con denaro pubblico per fare il deputato e non ci sembra opportuno, soprattutto in questo momento in cui si parla degli alti costi della politica, che prenda altro denaro pubblico per fare l’attore».
Azione, per carità, legittima quella dei militanti di An, tant’è che commentatori autorevoli l’hanno, fin da subito, sostenuta perché ispirata non alla omofobia o alla discriminazione (come aveva ipotizzato il parlamentare comunista) ma bensì all’attenzione verso lo sperpero di denaro pubblico.
Posto quindi che la ragione ispiratrice della manifestazione (perché mai dovremmo dubitare) era appunto quella di denunciare uno sperpero allora vale la pena, fin da adesso, avvisare i giovani triestini di An che s’attivino subito con una delegazione anche nella vicina regione Veneto perché, pure li, si sta consumando, alle spalle di noi contribuenti, l’ennesimo sperpero di denaro pubblico.
Pare, infatti, che il papa anche quest’anno, se ne andrà (beato lui) sulle Dolomiti a trascorrere le sue meritate (e fresche) vacanze. Niente male direte voi: ciascuno di noi si farà – nel limite delle sue disponibilità – le sue vacanze. C’è chi se ne andrà all’estero, chi preferirà il mare o la montagna italiana e altri, invece, se ne staranno al fresco nei centri commerciali. Ognuno, a modo suo, passerà il suo periodo di relax estivo per poter poi affrontare, con nuova grinta, i mesi invernali di duro lavoro. Eppure mentre tutti noi, poveri contribuenti mortali, le vacanze ce le paghiamo di tasca nostra, le sante vacanze di Ratzinger saranno – tenetevi forte – pagate anche da ciascuno di noi e ci costeranno, in totale, la bellezza (in via preventiva, si badi) di 350mila euro. Non ci credete? date, allora, uno sguardo qui e leggetevi pure, con calma, il riepilogo dei dettagli delle spese. Niente male vero per 18 giorni sulle Dolomiti?
Gli amici di An sono avvisati: per coerenza dovranno, come minimo, incatenarsi davanti al palazzo della regione Veneto per tutto il mese di luglio. E chissà se, anche questa volta, qualche altro autorevole commentatore -giusto per coerenza, mica per altro – non ci verrà a spiegare che non si tratta di una protesta strumentale e anticlericale ma bensì dell’ennesima manifestazione contro gli sprechi del denaro pubblico. Chissà.

[tags]vacanze, Papa, Luxuria, contestazione, spreco, denaro pubblico, Alleanza Nazionale, il Giornale[/tags]

era gennaio del 2006…

…che furbacchione!

[tags]Walter Veltroni, Fabio Fazio, Che tempo che fa, politica[/tags]

Vox clamantis in deserto …

PAPA.jpgIeri il papa all’Angelus ha esortato la Chiesa, sull’esempio di San Giovanni Battista, a testimoniare la verità e l’amore con coraggio e senza compromessi. «Da autentico profeta, Giovanni -leggo e riporto un passaggio del discorso dal sito di radio vaticana – rese testimonianza alla verità senza compromessi. Denunciò le trasgressioni dei comandamenti di Dio, anche quando protagonisti ne erano i potenti. Così, quando accusò di adulterio Erode ed Erodiade, pagò con la vita, sigillando col martirio il suo servizio a Cristo, che è la Verità in persona. [...] la Chiesa sappia mantenersi sempre fedele a Cristo e testimoniare con coraggio la sua verità e il suo amore per tutti».
Belle parole. Peccato, però, che il Battista era vox clamantis in deserto. Peccato.

[tags]Papa, Angelus, Giovanni Battista, Chiesa[/tags]

proposte, proteste, fannulloni e disfattisti…

montezemolo01g.jpgLe critiche mosse da Montezemolo davanti alla platea degli imprenditori di Reggio Emilia sono state critiche durissime che non hanno risparmiato nessuno (governo, opposizione e sindacati) e, c’era d’aspettarselo – come per un naturale principio fisico – ad una reazione energica non s’è fatta attendere una contro-reazione (manco a dirlo bipartisan) vigorosa e forte (si è arrivati a dichiarazioni del tipo «Montezemolo è il black bloc della politica italiana» ), tutta tesa a banalizzare e a distorcere il ragionamento fatto dal numero uno di Confindustria.
Montezemolo è stato estremamente chiaro: il suo è stato un attacco ai sindacati non ai lavoratori («Le nostre proposte – ha detto nel passaggio del suo discorso più duro e più contestato – sono più popolari fra i lavoratori che nel sindacato», che è «sempre più il sindacato della pubblica amministrazione e dei fannulloni» ), è stato un attacco a tutte quelle categorie privilegiate e ipergarantite, che, arroccate ai loro posti di rendita, difendono a spada tratta i loro benefit danneggiando, inesorabilmente, milioni di lavoratori e di outsider. Il ragionamento che ha fatto Luca Cordero è un ragionamento che, oramai, in molti condividono e che, soprattutto, in molti ritengono essere vero: i sindacati costituiscono un blocco conservativo contro gli interessi delle nuove generazioni, contro il welfare e, cosa gravissima, contro la meritocrazia. Tutto a vantaggio – lo denunciava già, dalle colonne del corriere nell’agosto del 2006, il prof. Pietro Ichino – di una certa classe di inetti “nullafacenti“.
Le reazioni di tutto il mondo della politica (da destra a manca) sono sintomatiche di una classe dirigente debole e opportunista che preferisce barricarsi e far quadrato contro un potenziale concorrente; reazioni così evidentemente difensive che si è arrivati al punto di negare fatti che a tutti sembrano sempre più che evidenti (lapalissiani, mi verrebbe da dire): è sotto gli occhi di tutti l’azione conservatrice sia dal punto di vista economico che sociale dei sindacati, così come è palese l’atteggiamento culturale anti-impresa e anti-lavoro di una certa classe politica di questo governo. Non a caso capita che illustri esponenti nonché ministri (Pecoraro Scanio, Mussi, Ferrero e Bianchi) di Governo sottoscrivano una lettera (scarlatta, l’ha definita qualcuno) per chiedere a Prodi di affrontare «di petto» il «superamento della Legge 30» (meglio nota come legge Biagi), un «serio intervento di edilizia pubblica», il «rilancio della ricerca scientifica», l’«abolizione dell’iniquo scalone sulle pensioni» e la «redistribuzione delle risorse recuperate dalla lotta all’evasione fiscale», mentre, su un altro fronte, monta la dura polemica (o, se volete, l’ennesimo ricatto ) del ministro Mastella. Uno sbarramento continuo dall’interno e una linea di proposte economiche e finanziarie che, se passassero, avrebbero un effetto devastante sia sulla vita economica che su quella sociale di questo paese.
Se questo è il quadro che si presenta sullo scacchiere politico nostrano è lecito chiedersi – senza retorica – chi siano, veramente, i veri reazionari: quelli che percepiscono le accuse di Montezemolo come realtà, come fatti incontestabili oppure quelli che , puntualmente, dalle file estreme dello stesso esecutivo cercano di ostacolare le azioni e le proposte (forse fin troppo timide e pacate) di questo Governo. Sarebbe il caso, giusto per riequilibrare le tensioni e gli equilibri interni, che si facessero avanti, con controproposte, i ministri dell’altra ala. Almeno per far vedere che c’è qualcuno che pensa, ogni tanto, di contrastare una deriva estrema oramai esasperante e masochista.

[tags]Montezemolo, Governo, Sindacati, proposte, governabilità, proteste[/tags]

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Giugno: 2007
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