E così, con una straziante lettera d’addio, Storace lascia alleanza Nazionale. Lo so che detta così la cosa non può assolutamente fregarvene di meno, ma visto che ne parlano tutti ci spenderò un paio di parole anch’io.
Prima di abbracciare «fraternamente [...] tutti gli iscritti» Storace afferma, nella sua lettera di dimissioni, con chiarezza, che il partito di Fini (o, forse, meglio sarebbe scrivere Fini e basta) non rappresenta più la destra italiana e su questo assunto basa la sua decisione di andare via e dare vita a “la Destra“, un nuovo partito con cui intende rappresentare «quello che ormai in molti dicono nel partito: non vogliamo morire democristiani».
Eppure grazie a quel partito, che ora stenta a riconosce, il sagace Francesco era riuscito, appena una legislatura fa, seppur trombato come Governatore del Lazio, a divenire ministro della Salute. Ministro della Salute proprio grazie a quello stesso partito che, oramai, non sa più dire cose di destra. Come, ad esempio, “fuori i clandestini”, “viva la bandiera”, “viva la legalità” o, molto più concisamente, “a’ froci!”.
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