Archivio per 12 Luglio 2007

Sequestro preventivo di libertà…

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Il problema della censura, nell’era della riproducibilità digitale, è che appena si tenta di bloccare qualcuno (usando l’impropria arma della querela) le sue idee iniziano a circolare in Internet molto più velocemente, acquisendo quindi molta più forza e visibilità.
Lo capirà o no, quel povero lama che fa anche il direttore del Tg4?

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l’affanno del Governo Prodi…

prodi01g.jpgVenti di crisi soffiano sul Governo. Ieri, al Senato, l’articolo 1 del disegno di legge di riforma dell’ordinamento giudiziario è stato approvato con un solo volto di scarto: è stato (paradossalmente) il sì di Andreotti che ha permesso di salvare la mastelliana riforma della giustizia. Il voto di Giulio è stato capace, questa volta, di tenere si in piedi, solitario, la maggioranza di Governo ma, al contempo, ha anche svelato – se ve ne fosse bisogno – tutta la fragilità di questo esecutivo.
La bufera non accenna a placarsi e su Prodi pende, inesorabile, la spada di Damocle sostenuta non già, come l’aneddoto classico riporta, da un esile crine di cavallo ma da tante esili mani tutte pronte, al primo intoppo, a lasciar la presa.
Tutti attendono la proposta del premier sulle pensioni. Prodi, però, pare che non sia ancora pronto (o che, comunque, abbia iniziato da poco a studiare l’azione da intraprendere) e, nel frattempo, tutto tace. O quasi. C’è già chi – come Rifondazione comunista insieme a qualche sigla sindacale – evoca la rottura perché teme «che si presenti una proposta prendere o lasciare e che il governo prepari una soluzione che dia gli stessi risultati dello scalone. Per noi questo sarebbe inaccettabile». E poi c’è Bertinotti. Ha iniziato, nei giorni scorsi, a parlare di crisi per il Governo. Ieri, poi, ha chiesto, in veste istituzionale di Presidente della Camera, che s’indaghi sul «video sconcertante» dei brogli elettorali in Australia. Le parole del Presidente della Camera (che è uno che non parla, solitamente, a sproposito) sono parole dure e vanno prese in seria considerazione. Paiono – a voler essere maliziosi – una sorta di garanzia per la stabilità personale in caso di un capitombolo dell’intero Governo. E’ come se il leader storico di Rifondazione volesse, per tirarsi fuori dagli impicci, ricalcare il suo ruolo asettico e istituzionale, lasciando che il suo partito, in piena autonomia, combatta la sua battaglia con un misto d’intransigenza e di disponibilità tattica. Il tutto, chiaramente, con un atteggiamento sempre più scettico verso le sorti di una maggioranza che è sempre più ingessata e rigida nelle sue scelte e incapace, chiaramente, di stabilire un profondo rapporto con l’elettorato già fortemente deluso e in pieno fermeto. Quello che è certo è che Rifondazione non vuol far la parte del “capro espiatorio” della crisi né, chiaramente, vuole pagare per le manovre interne al nascente Partito Democratico. Ma anche da parte dei Ds e Margherita non arrivano segnali di disponibilità verso Prodi e non è un caso se la Quercia lancia armi all’indirizzo dell’Udc.
Quel che serve, adesso, è una sintesi politica efficace che, purtroppo, pare proprio non esserci. L’inquilino di Palazzo Chigi sa di essere il bersaglio predestinato del tutti contro tutti dello scontro tutto giocato su veti contrapposti e cerca, per quel che può, di giocare le sue carte. Ma la partita è difficile.
E così ci ritroviamo, da un lato, una maggioranza salvata dal voto di Andreotti e dall’altro Roberto Giachetti che organizza la fiaccolata per i giovani. Mentre Daniele Capezzone s’organizza, per la fine di Settembre, con “una manifestazione sulle pensioni” contro la sinistra conservatrice, arroccata nella difesa dei privilegi anche dei fannulloni. Una vera e propria fase di logoramento reciproco capace di sfibrare anche la più tenace delle volontà.
Chissà quand’è che si decideranno a farla finita.

Update: Il governo scivola in Senato sulla riforma della giustizia: con 157 sì e 154 no l’aula di Palazzo Madama ha approvato infatti un sub-emendamento del senatore ulivista Roberto Manzione sul quale era d’accordo il centrodestra, ma con il parere contrario dell’esecutivo. «San Giulio – ha detto il Guardasigilli – si festeggia una volta sola».

[tags]Governo, Prodi, Bertinotti, Crisi, Andreotti, pensioni[/tags]


 

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