Così, come capita oramai da sempre, anche quest’altra trattativa sindacale s’è conclusa alle prime ore dell’alba. Oramai si tratta di un cerimoniale, di una messiscena, ovviamente grottesca perché, in questo caso, coinvolge anche le massime cariche governative.
Nei consigli di fabbrica, un tempo, il trucco funzionava: dava, ai lavoratori, la sensazione che c’era stata un’aspra battaglia tra i rappresentanti sindacali ed i padroni. Trattare fino a notte inoltrata dimostrava, agli occhi degli operai sprovveduti, l’estremo sacrificio dei sindacalisti nelle trattative ed inoltre voleva anche significare che quello che s’era ottenuto era, in effetti, il massimo che si poteva ottenere. Il problema, adesso, è che questa farsa s’è usurata, non produce più lo stesso effetto di un tempo: sappiamo tutti, oramai, che le vere trattative si sviluppano in tempi e in modi molto più lunghi e articolati, con accordi sotto banco, lontani dai riflettori e dai taccuini dei giornalisti e, soprattutto, in ambienti riservati dove, con calma, si stabiliscono priorità e si bilanciano gli equilibri precari. Signori Politici, Sindacalisti e Confindustriali finitela, per cortesia, di considerarci come una massa di babbei. Risparmiatevi la prossima volta, ve lo concediamo, il sacrificio della nottata e iniziate a riunirvi all’alba; così, magari, per il tramonto avrete finito di recitare.
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