Archivio per 24 Luglio 2007

Gli eroi extracomunitari…

E’ accaduto a Jesolo: un bosniaco di 31 anni, Dragan Cigan, muratore in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno, è morto in acqua, risucchiato dalla corrente alla foce del Piave, dopo aver salvato due fratelli di Treviso di 7 e 10 anni.
Ad aiutarlo c’era un altro immigrato: un marocchino che, per fortuna, è riuscito a salvarsi. I genitori dei due bambini salvati se ne sono andati (forse avranno anche aspettato un pochino prima di andarsene) senza ringraziare il marocchino e senza dire una parola di conforto ai parenti di Dragan, che in Bosnia ha moglie e due figli di 4 e 9 anni.
Perché Dragan lo ha fatto? Penso, innanzitutto, per istinto e forse anche, irrazionalmente, per farsi accettare col suo gesto nel Paese dove, onestamente, lavorava e pagava le tasse. Quello stesso Paese in cui un ex sindaco leghista (oggi presidente del Consiglio comunale di Treviso), il tristemente famoso Gentilini (lo “sceriffo” di Treviso), predicava la superiorità della “razza Piave” e chiedeva di sparare agli extracomunitari «come ai leprotti» per far allenare i cacciatori padani…

[tags]Dragan Cigan, Treviso, Jesolo, razzismo[/tags]

la mia Africa…

logo_rainet.jpgLeggo dal blog di Sofri che quelli di Rainet hanno rimosso da YouTube il video di Veltroni in cui il candidato favorito alla guida del Pd dice, intervistato da Fazio a Che tempo che fa, di volersene andare in Africa appena gli sarebbe scaduto il mandato da sindaco di Roma. Nel comunicato stampa quelli di RaiNet spiegano che non si è trattata di «censura “mirata”» ma di semplice opera di “bonifica” «per ridurre il più possibile i video pubblicati su YouTube in violazione delle vigenti leggi sul copyright».
Sempre quelli di RaiNet assicurano che «chiunque lo desideri può [...] visionare l’intervista dal portale rai.it sul sito chetempochefa.rai.it, che è sempre stata on line». Peccato, però, che non c’è alcun link diretto al filmato: essere online ed essere difficili da (ri)trovare non è proprio il massimo.
Siccome il processo di ricerca è assai laborioso e, certamente, poco agevole eccovi il link diretto alla video-intervista: melius abundare quam deficere.
È che a furia di “bonificare” quei solerti lavoratori della Rai hanno prosciugato anche il link dal comunicato…

[tags]RaiNet, Walter Veltroni, Che Tempo Che fa, Africa, YouTube, Rai, Copyright, censura[/tags]

Giovanni Nuvoli…

nuvoli.jpgE così, a 53 anni, anche Giovanni Nuvoli è morto. Senza pietà. Il respiratore, al momento del decesso, «era ancora attaccato» ha subito precisato la moglie, Maddalena Soru, anche se Nuvoli aveva deciso di smettere di alimentarsi. L’atroce sofferenza che l’ha accompagnato fino alla fine gli permetterà (immagino) d’essere sepolto con tutti i crismi.
Una morte, quella di Nuvoli, che arriva proprio nel giorno in cui il dottor Riccio è stato finalmente prosciolto (con formula piena, si sarebbe detto un tempo) dall’accusa di “omicidio del consensiente” sul caso di Piergiorgio Welby perché «il fatto non costituisce reato».
«Era un dovere di Riccio – ha detto a conclusione dell’udienza l’avvocato difensore dell’anestesista – staccare il respiratore perché così aveva chiesto il paziente». E c’è voluta una sentenza (e una scia infinita di polemiche e di accuse) per affermare questa verità quando, in realtà, bastava avere il coraggio di insistere, con lo sguardo, negli occhi persi di quel viso scarno, bastava avere il coraggio d’ascoltare quelle richieste ferme e disperate per comprenderne che non tutti gli uomini sono votati al martirio e all’atroce sofferenza.
Il caso Welby, nel momento in cui anche le telecamere si accesero – a malavoglia – su di lui, divenne una sorta di film (dell’orrore) a puntate in cui, a colpi di dibattiti, di insulti e di anatemi si disquisiva sulla necessità o meno di ascoltare le strazianti richieste di un uomo stanco di soffrire. E nel mentre quell’uomo si consumava nel suo dolore c’era una scia infinita di ministri, preti, opinionisti e dottori vari che avevano, tutti, qualcosa da dire. Noi dal basso (abituati a vedere approvare procedimenti d’urgenza, nel giro di una nottata, che riguardano il pugno elitario di un mondo che non ci appartiene) attendavamo un gesto di clemenza del Parlamento che, nel frattempo, prometteva (cincischiando) di legiferare appena un manipolo di esperti avesse espresso un suo parere.
Il proscioglimento di ieri del dottor Riccio ci dice, in realtà, che in Italia una legge esisteva già: non c’era nulla da inventare, nulla da interpretare. L’applicazione di quella legge, sic et simpliciter, avrebbe consentito a Welby di terminare i suoi giorni con meno strazio, con tantissime polemiche in meno e, sicuramente, avrebbe consentito anche a Nuvoli di morire con più pietà.

[tags]Giovanni Nuvoli, Piergiorgio Welby, eutanasia, polemiche, Riccio, politica, bioetica[/tags]


 

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